9 – La pianta araba
che ama il sole

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Alla scoperta del fiore magico. Stavolta vi racconto nei dettagli il Crocus Sativus, dai cui stimmi nasce lo zafferano. Dettagli della pianta e origine del nome.

Innanzitutto, lo zafferano è la parte femminile del fiore del croco, i 3 fili rossi all'interno del fiore, appartiene alla famiglia delle Iridacee. Pianta erbacea perenne, può raggiungere un'altezza di 50 centimetri, nasce spontanea in Asia Minore e nell'Europa Orientale, ma è coltivata con ottimi risultati in Italia, quasi esclusivamente nelle Marche, in Abruzzo e in Sardegna.

Il crocus sativus ama il sole, ma non teme il gelo, stenta nella crescita in zone umide e nebbiose.

La radice è un bulbo-tubero sferico, le foglie sono sottili, lineari, simili a fili d’erba e di colore verde con qualche sfumatura di grigio, i fiori delicatissimi sono imbutiformi, di colore lilla violaceo, appaiono in autunno e affinché la fioritura sia proficua, occorre un’estate calda. I fiori si schiudono al sorgere del sole e si richiudono quando è buio o se piove, all’interno della sua corolla nascono i tre stimmi di colore rosso vivo da cui si ricava la pregiata spezia.

Nel secolo VII furono gli Arabi a introdurlo in Europa attraverso la Spagna dove, tutt'oggi la coltura dello Zafferano è ancora largamente praticata. Molti sostengono che a portarlo in Spagna siano stati i Fenici, che in quel periodo godevano di una sorta di monopolio nel commercio.

Il nome spagnolo Azafràn deriva, infatti, da quello arabo Al Zafaran, tuttora in uso nella penisola Iberica e nelle Repubbliche Ispanico-Americane, mentre nel resto del mondo ancora si usa il nome persiano  Zaafran, più o meno modificato. Nonostante l’interessamento degli agronomi, l’anno di introduzione della cultura dello zafferano in Italia, non è stato mai preciso a riguardo. Infatti, Plinio Secondo (parliamo di pochi decenni dopo Cristo) nel suo De Croci Cultu si domanda:
«Chi pertanto recato abbia per primo i semi a noi della straniera messe, e quando invalso ne sia l’uso, è ignoto».

Provenienza dubbia, dunque, ma una certezza c'è e mette tutti d'accordo: il Crocus è un fiore magico.